7 motivi per visitare Bilbao (Paesi Baschi, Spagna)

Al secondo posto come miglior destinazione europea 2018 (dopo Breslavia in Polonia) secondo la European Best Destination, una sorta di Oscar del turismo europeo, c’è l’ex città portuale in passato soffocata da gru e container e oggi rinata grazie a un sorprendente recupero architettonico. E alla sua vita tranquilla.

L’icona della città. Il fiore (o balena) di titanio, com’è chiamato il Museo Guggenheim (guggenheim-bilbao.es) è il simbolo della rinascita urbana. Progettato dall’archistar americano Frank O. Gehry ricorda le squame della carpa con cui giocava da bambino. L’edificio inaugurato nel 1997 sulle rive del fiume Nervion attira oggi un milione di visitatori l’anno e vale più delle opere d’arte che ospita. Impossibile non accorgersi delle sculture esterne che fanno parte del museo: il mega “Ragno” (Maman) dell’artista Louise Bourgeois, che s’ispira al rapporto materno che protegge e irretisce, e i maxi-tulipani di Jeff Koons, geniaccio della Pop Art.

Da un secolo all’altro, aldilà del ponte. Basta poco per saltare a piedi uniti nel Medioevo. Sulla riva opposta dell’avveniristico museo, dal lungofiume attrezzato a pista ciclabile si entra nel quartiere di Casco Viejo rigorosamente pedonale. Lungo una delle sue sette strade (Las Siete Calles) si ha l’impressione di essere tornati al 1300, anno della fondazione della città, a cui risale anche l’edificio più antico, la cattedrale di Santiago che, in piccolo, ricorda quella più imponente di Santiago de Compostela. Attraversando uno dei portici che circondano Plaza Nueva, (anch’essa medioevale), ci si trova nel “salotto buono” della città antica. Al tramonto o nei giorni di festa si riempie di persone che bevono vino Xtacolì (si legge Ciacolì) e mangiano pinxtos (pincios), le tipiche tapas in salsa basca. Il locale più vintage della piazza porta l’insegna di Victor Montes. Se si evita il menù del ristorante i prezzi sono nella media: 2,50 euro per in bicchiere di vino e 2,50 per ogni assaggino.

Effetto futuro. Lo skyline della città porta la firma di progettisti internazionali arrivati da ogni angolo del mondo. Il primo è stato nel 1995 Sir Norman Foster con il restyling delle stazioni della metropolitana in vetro e acciaio (chiamati in suo onore fosteritos). In rapida successione, lo spagnolo Santiago Calatrava ha realizzato aeroporto-l’astronave e il Ponte Zubizuri, il cui camminamento in cristallo dà la strana sensazione di camminare direttamente sull’acqua. Anche il designer Philippe Stark ha debuttato qui nella sua prima opera pubblica in terra spagnola, curando il recupero del centro polifunzionale Alhondigà. Nel 2008 poi il giapponese Arata Isozaki ha confezionaro con le torri Isozaki Atea, i grattacieli più alti a uso residenziale. Prossimi progetti? Quello dell’anglo-iraniana Zaha Hadid nel recupero dell’ex zona industriale di Zorrozaurre. Metà delle abitazioni saranno destinate alle famiglie al di sotto dei 35 anni.

Monumento a frutta e verdura. Quanti di voi andrebbero a fare un giro turistico in un mercato generale? Se la risposta è pochi è perché non siete mai stati al Mercado de la Ribeira, che appare come uno degli eleganti edifici Art decò della città. Sarà per via della luce che entra dal soffitto (occhio al tetto a lucernari) e attraversa i pavimenti realizzati in materiale traslucido, sarà per i banchi perfettamente ordinati e muniti di gigantografie dei prodotti esposti, in ogni caso un giro in quello che è uno dei mercati coperti più grandi d’Europa vale la scoperta dei prodotti locali. Quanto ai prezzi, davanti al banco del pesce pensavo di aver letto male, per quanto erano bassi.

Urban style. L’attenzione a colori e atmosfere ha contaminato anche lo stile di hotel, ristoranti e negozi. Per dormire, dedicato a chi al mattino vuol fare jogging sotto la finestra, o a chi vuol guardare il Guggenheim illuminato quando torna la sera, c’è l’Hesperia Bilbao Hotel (da 75 euro a notte). Non potete sbagliarvi: è quello con la facciata tutta colorata lungo il Nervion! Quanto allo shopping indipendente si deve all’intraprendenza di alcuni giovani stilisti baschi la riqualificazione della parte vecchia della città. Tra questi c’è Traka Barraka con le sue creazioni allegre e poco convenzionali in Calle Centureria, il negozio-laboratorio Cullto in Calle Dos de Mayo, e Skunk funk in Plaza Nueva, il cui marchio, nato da una semplice collezione di T-shirt, ha poi aperto negozi in Francia, Usa e Germania. Vestiti eco-friendly e poliestere riciclato.

Alhondiga: mens sana in corpore sano. Come trasformare un edificio in mattoni rossi a vista, ferro e cemento armato d’inizio ‘900, in un edificio che contenga una piscina con vista sui tetti, sale espositive, cinema multisala e ristoranti gourmet a pochi passi dall’antica Plaza de Toros. “Un luogo concepito come motore di vitalità e di cultura secondo il motto latino Mens sana in corpore sano” ha spiegato Stark, il designer che l’ha ripensato. E i 43 pilastri del cortile, disegnati dallo scenografo italiano Lorenzo Baraldi, tutti diversi per forma, materiale e decorazioni, simboleggiano bene la natura del posto: aperto allo scambio e alla multiculturalità. Se dall’atrio alzate gli occhi al soffitto attraverso il fondo trasparente della piscina (6 euro ingresso singolo) dell’ultimo piano vedrete le sagome di chi nuota, ignaro di chi guarda. Voyeristico.

In riva al mare in metropolitana. Considerata un modello di riconversione intelligente in Bilbao è servita da un sistema di trasporti pubblici ripensato in modo da consentire ai cittadini di muoversi dal centro in periferia senza mai far uso dell’automobile. La rete metropolitana con le sue due linee e 37 stazioni è considerata una delle più eleganti ed efficienti del mondo. Al capolinea “Plenztia” della linea rossa poi ad aspettarvi c’è un viale alberato di circa un chilometro, un porticciolo e una spiaggia libera, attrezzata spaziosa e selvaggia. Siamo pur sempre sull’Oceano Atlantico.

originalmente pubblicato su Gioia! n. 35/2016

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