L’e-commerce dei donatori di seme

In un mercato che non conosce crisi, si è da poco affacciato nella compravendita di sperma il cinese Alibabà, colosso dell’ecommerce dai calzini alle assicurazioni. L’ha fatto pubblicizzando la donazione su uno dei suoi siti (juhuasuan.com) con un banner in cui compariva il cartone animato di una candela che esplodendo in una nuvola bianca componeva il carattere cinese “seme”. Risultato: in tre giorni hanno risposto all’appello 22 mila uomini (il 70% circa da Pechino), ricompensati da una tariffa “promozionale” tra i 500 e gli 800 dollari. «Quasi il numero di donatori (200) che si rivolgono a noi in un anno (300)» ha detto al Financial Times Wang Zhiqiang, direttore della banca del seme della provincia di Guanxi. Un esperimento per testare una fetta di mercato di cui c’è sempre più richiesta, in Cina e nel mondo. Secondo Cina News l’infertilità nel paese più abitato del Pianeta riguarda 50 milioni di coppie (il 12.5% delle famiglie). Tra le cause, il peggioramento delle condizioni ambientali e gli orari frenetici di lavoro. Grazie al web che ha abbattuto molti tabù (timidezza degli cinesi compresa) Alibabà ha fiutato l’affare. Ma è solo l’ultimo, cronologicamente parlando.

La più grande banca del seme al mondo nasce nel 1987 in Danimarca da Ole Schou, studente d’archelogia di 33 anni

La più grande banca del seme al mondo, la Cryos International, è anche una delle più longeve. Nasce nel 1987 in Danimarca per iniziativa dell’allora 33enne Ole Schou, ex studente d’archelogia. Un business che nel 2012 ha guadagnato più di 250 milioni di dollari (100 dalle sole esportazioni) e nel solo 2013 ha “contribuito” a realizzare circa 35mila gravidanze in tutta Europa. Una squadra di 400 donatori scandinavi (il claim pubblicitario è Do it viking!) retribuiti 40 euro a donazione garantisce la spedizione delle fialette in 80 paesi al mondo. E se all’inizio i clienti erano coppie in cui i mariti viaggiavano per lavoro (tipo: marinai scandinavi) o coniugi con problemi d’infertilità, oggi per il 30% sono coppie omosessuali e per il 50% madri single. Donne istruite che il compagno della vita lo cercheranno più avanti. Dopo aver fatto un bambino. Da sole.

originalmente pubbliclato su Gioia! (n. 34, 2016)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *