Intervista a Catherine Camus

Dove ha trovato queste 865 lettere?

Alla morte di mio padre un suo amico, il poeta René Char, restituì a Maria le
lettere che lei gli aveva scritto. All’inizio degli anni ’90 poi, quando già
eravamo in contatto, mi chiamò per dirmi che intendeva vendere le lettere.
Aveva bisogno di soldi per riparare il tetto della casa di La Vergne. Ma voleva
sapere se ero d’accordo. Le risposi che se mio padre fosse stato ancora in
vita l’avrebbe senz’altro aiutata. Poteva vendere la corrispondenza. La
mattina dopo però l’ho richiamata per dirle che avrei voluto comprarle io. Le
abbiamo fatte valutare e sono tornata a casa con una valigia piena zeppa.

C’è un motivo per cui ha aspettato 30 anni per pubblicarle? Oltre alla
scomparsa dei principali attori coinvolti…

Non ho comprato queste lettere con l’intenzione di pubblicarle, ma per
proteggerle da curiosità malsane. Quanto al tempo non c’è un motivo
particolare, ho sempre curato il lavoro di mio padre in modo istintivo. E
quando lo scorso anno ho capito che presto nessuno si sarebbe ricordato di
Maria Casares (un peccato) ho chiamato Gallimard per pubblicare le lettere.

Sua madre conosceva Maria. Che idea aveva di lei?

Sono convinta che nutrisse rispetto, stima e direi anche affetto per Maria.
Sapeva che mio padre non sarebbe sopravvissuto alle tempeste che ha
attraversato (dalle ricadute della tubercolosi all’isolamento da parte di alcuni
intellettuali francesi, ndr) senza la presenza di Maria.

Che effetto le ha fatto leggere di eventi familiari (banalmente, il Natale in
famiglia) nelle pagine scritte da suo padre all’amante?

Nessun effetto. Penso che sia normale che le abbia parlato della sua vita
familiare…
Da bambina ha mai avuto l’impressione che suo padre avesse una
doppia vita?

Avrei dovuto sapere cos’è una doppia vita!

Com’era il “suo”Albert Camus?

Era mio padre e gli volevo bene. E poi, sembrava felice che io fossi lì.

Che effetto le faceva il potere seduttivo di suo padre?

Ne subivo io stessa il dolce incantesimo.

A voi figli vi ha educato con poche regole: nessuna menzogna, niente di
superfluo. Ma un tradimento non è in fondo una bugia?

Non mi piace la parola tradimento, che mi sembra sproporzionata nella
maggior parte delle relazioni umane. Tradisci il tuo paese, non tradire tua
moglie. Mio padre ha parlato quasi subito di Maria a mia madre. Pertanto non
è stata neanche una menzogna. Per quanto riguarda me e mio fratello,
invece, all’epoca i bambini non erano coinvolti nella vita dei loro genitori, il
che fu una fortuna. Ho saputo di Maria solo dopo la morte di mio padre.

Com’è stato il suo primo incontro con lei?

Mia madre è morta il 24 dicembre 1979. Ho conosciuto Maria nel gennaio
1980 a Nizza dove vivevo quando lei venne in tournée al Grand Théâtre. Le
lasciai un biglietto nel foyer con su scritto “mi piacerebbe incontrarla, ma
capisco se non vuole vedermi”. Mi ha chiamato subito e abbiamo passato un
pomeriggio a parlare e mangiare cioccolato sul letto della sua camera
d’albergo, come se ci conoscessimo da sempre. Siamo rimaste in contatto
fino alla sua morte.

Secondo lei è possibile amare due o più persone allo stesso tempo?

Dipende dalle persone. Alcuni possono e altri no. La vita è molto più ampia e
complessa dei nostri piccoli riflessi borghesi. Tanto meglio, così non ci si
annoia!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *