Josephine Skriver. «Sono nata da due co-genitori gay»

Curioso: la mia vita è cominciata su un giornale e ora tutto quel che faccio è apparire sulle riviste». Parola di Josephine Skriver, 24 anni, modella danese sulla cresta dell’onda (uno degli “angeli” di Victoria Secret, ha sfilato per i più grandi stilisti, da Donna Karen a Giorgio Armani). Ma la particolarità della sua storia è un’altra: non far mistero di essere figlia di due genitori gay che non si conoscevano prima. Diventare genitori senza fare coppia: si chiama co-parenting, in italiano co-genitorialità. Orgogliosa della sua famiglia la Skriver, tra uno shooting fotografico e un volo intercontinentale, prende parte in prima persona alle battaglie per i diritti della comunità Lgbt (l’acronimo per gay, lesbiche, trans gender e bisessuali). Quando per esempio nel giugno 2013 la Corte Suprema americana ha detto “sì” alle nozze omosex la modella ha esultato in tandem con il presidente Obama con il tweet: «What a big and important step!». Non a caso il giornale di cui Josephine parla all’inizio è il magazine per omosessuali Panbladet, dove sua madre, prima ancora di concepirla, un giorno pubblicò il seguente annuncio: “Sono una futura mamma single. Lesbica. C’è un ragazzo gay che vuole diventare papà?”. Risposero in cinque e con uno di loro scattò l’intesa.

Da un artista sensibile (il padre) e un maschiaccio determinato (la madre) sono nati Josephine e suo fratello minore

«Nonostante non abbia mai sentito troppo la diversità della mia famiglia – racconta la Skriver su BuzzFeed.com – fin da piccola ho fatto mio l’insegnamento di mia madre: “cerca di essere sincera sulla tua situazione familiare, perché se nascondi qualcosa gli altri ti prenderanno in giro proprio su quell’aspetto”». Metodo che è risultato vincente a scuola, dove è filato tutto liscio «anche perché in classe c’erano figli di separati che come me si dividevano tra casa di mamma e papà». Ma anche nella ultra-liberale Danimarca non sono mancati i pregiudizi di amici e conoscenti. «I più frequenti riguardano i “bambini arcobaleno”, i figli di coppie omosessuali».

Josephine con sua madre

C’è chi pensa che nascere da una coppia gay aumenti le probabilità di diventare omosessuale, o possa causare vari problemi psicologici durante la crescita. «In realtà far parte di questa minoranza – racconta Josephine – mi ha insegnato ad accettare con una grande apertura mentale le persone così come sono». E riguardo all’amore di due genitori omosessuali non ha dubbi: «per i gay avere un bambino non è mai solo “whoops!”». Che tradotto significa: se nasci è perché ti hanno voluto con tutto il cuore e così ti tratteranno. Nessun ostacolo insormontabile quindi? «No, anche perché nel mio mondo, quello della moda, più sei “strano” e più sei ben accetto. Sarà perché la metà di chi ci lavora fa parte della comunità omosessuale». La forza di Josephine, la cui carriera di modella è iniziata come testimonial dei pannolini Pampers, sta nell’essere spontanea e determinata insieme, come se l’esser stata oggetto di curiosità l’avesse fatta crescere con una marcia in più.

originalmente pubblicato su Tu Style n. 36/2013

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