Luca Marinelli. «Finalmente ho visto un futuro»

Alla vista di Luca Marinelli che si toglie la maglietta la ragazza della fila dietro dice: “pensavo fosse più muscoloso”. Invece Paolo-nel-film ha la pancia, per fortuna. Nel Il padre d’Italia (dal nome della neonata di cui prenderà la paternità) ha anche un lavoro noioso, commesso in una simil Ikea, un fidanzato maschio che l’ha lasciato perchè stanco delle sue remore a diventare padre («non sarà mica contro natura?»). Isabella Ragonese invece è Mia, all’inizio anche fastidiosa per l’ostinazione di voler essere sempre e comunque sopra le righe. Ha i capelli rosa, è incinta di non si sa chi e ha una madre calabrese capace di farla sentire sbagliata anche quando si propone di aiutarla in cucina. Il padre d’Italia del regista Fabio Mollo è un film sempre sul punto di esplodere, come me che resisto a piangere fino a quando su una terrazza di una casa in eterna costruzione di Gioia Tauro (dove Paolo in un viaggio on the road ha accompagnato Mia per un pranzo in famiglia) partono le note di Il mare d’inverno. Calabria terra di confine, come Mia e Paolo la cui unica fortuna è di essersi incontrati nel momento giusto per (s)cambiarsi a vicenda.

Paolo: «Ci sono sogni che non si ha neanche il coraggio di sognare per paura che non si possano avverare».

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